Ero una volta su un piccolo lago di un circolo di pesca, quando all'una di notte una portiera d'auto sbatté tre volte, seguita subito da una torcia che danzava da una parte all'altra del lago, come se qualcuno stesse cercando un aereo smarrito. Due ore dopo ero seduto con la canna sul rod pod senza una sola toccata, e un vicino a non più di venti metri che mi riempiva le orecchie raccontando a voce alta la sua ultima cattura. Nessuno dei due era un pescatore scadente. Semplicemente, nessuno dei due aveva mai imparato che su un lago di carpe più persone cercano di fare la stessa cosa nello stesso momento, e idealmente senza intralciarsi a vicenda.
Il rispetto in riva all'acqua non è un argomento da salotto per le assemblee del circolo. Decide se potrai restare su un buon lago, se i compagni di pesca ti avviseranno la prossima volta che si libera un posto migliore, e se tu stesso potrai pescare in pace proprio quando ne hai più bisogno. Da trent'anni frequento laghi dove non sono l'unico con le canne in acqua, ed è lì che ho imparato cosa conta davvero.
Scelta della piazzola: quanta distanza basta?
La maggior parte dei laghi gestiti da circoli di pesca regola una distanza minima nel proprio regolamento interno, anche se quasi nessuno lo legge prima del primo litigio. Dieci metri da riva a riva sono il valore di riferimento più comune, mentre per lo spinning o la pesca a mosca il raggio di lancio fa spesso salire la distanza a cinquanta metri. Chi pesca da barca dovrebbe lasciare circa quaranta metri di margine dalle piazzole occupate a riva, già solo per evitare di remare dritto attraverso la pasturazione di qualcun altro. Quasi ovunque vale inoltre il principio "chi arriva prima, scegli prima", indipendentemente da quanto tempo quella persona sia socia del circolo o da quanto sia pieno il suo borsone di rig.
Io mi tengo a queste distanze come minimo, non come obiettivo. Su un lago affollato, con sei o otto pescatori distribuiti su cento metri di riva, la differenza tra "tecnicamente consentito" e "umanamente corretto" è spesso solo una questione di cinque o sei metri in più. Quando arrivo e trovo una piazzola libera accanto a una occupata, chiedo prima di lanciare le canne. Costa trenta secondi e risparmia un'intera notte di tensione.
Sui carp lake più grandi e organizzati, soprattutto in Inghilterra, il principio va anche oltre. Lì vengono assegnate piazzole fisse e numerate, spesso segnalate con colori: una doppia piazzola per due pescatori con un totale di quattro canne, una singola con un massimo di due canne. In questi regolamenti radio, fuochi liberi e alcol in eccesso sono di solito vietati espressamente, e il riposo notturno inizia spesso a un orario fisso. A prima vista sembra rigido, ma risolve esattamente il problema che sui laghi dei circoli italiani resta spesso informale, e a volte non risolto per niente: troppe canne su troppa poca riva.
Riepilogo: le distanze minime a colpo d'occhio
| Situazione | Distanza minima abituale | Origine del principio |
|---|---|---|
| Pesca da fermo, riva a riva | circa 10 m | Regolamenti dei circoli di pesca |
| Spinning o pesca a mosca | circa 50 m | Regolamenti dei circoli di pesca |
| Barca verso piazzola occupata a riva | circa 40 m | Regolamenti dei circoli di pesca |
| Carp fishery inglese, doppia piazzola | assegnazione fissa, 2 pescatori / max 4 canne | Regolamenti delle fishery (es. syndicate britannici) |
Rumore: cosa disturba sia le carpe che i vicini
Le carpe percepiscono le vibrazioni nell'acqua e sulla riva tramite la linea laterale, ma per il galateo del carpfishing conta ancora più un altro aspetto: il rumore è il reclamo numero uno per cui i circoli limitano o vietano del tutto la pesca notturna. Portiere sbattute all'arrivo tardi, musica alta dal bivvy, cani che abbaiano, un generatore che gira tutta la notte. Tutto questo si propaga sull'acqua a una distanza sorprendente, soprattutto nelle notti senza vento, quando il suono non viene quasi attenuato.
Poche regole, che seguo da anni, non costano quasi nulla e cambiano molto:
- Parcheggiare l'auto almeno cinquanta metri prima della vera piazzola e percorrere a piedi con il carrello gli ultimi metri, invece di arrivare in auto fino in riva all'acqua.
- Di notte, impostare l'avvisatore di abboccata al volume più basso possibile, uno o due livelli sotto quello diurno.
- Dopo le 22, limitare le conversazioni con i compagni di pesca a un volume da salotto, non al volume di chi pensa "qui siamo soli comunque".
- Usare guadini, martelli per i bankstick e unloading mat in modo che il metallo non sbatta contro il metallo. Un martello in gomma invece di uno in pietra per i bankstick riduce sensibilmente il rumore.
- Niente generatori che girano tutta la notte, quando powerbank o pannelli solari svolgono lo stesso compito in silenzio.
Questa lista sembra banale, finché non ti svegli tu stesso alle tre di notte perché il vicino sta parcheggiando l'auto per la terza volta. Un rumore gestito con rispetto è il motivo per cui alcuni laghi possono ancora permettere la pesca notturna. Se i residenti si lamentano troppo spesso, alla fine è tutto il circolo a perdere il privilegio, non solo il singolo pescatore rumoroso.
Rifiuti e ordine allo smontaggio: più di una semplice cortesia
Quando si parla di rifiuti, sento spesso l'argomento secondo cui una manciata di scarti di rig o una PVA bag dimenticata non sia certo la fine del mondo. Vero, finché non si guarda cosa succede a quegli scarti. Secondo le iniziative Leave No Trace, il filo monofilo impiega circa cinquecento anni per decomporsi. In questo tempo si impiglia tra le zampe dei cigni, nei becchi delle anatre e nelle gambe degli ardeidi. In diverse zone della Germania, ad esempio nei dintorni di Lipsia e Delitzsch, negli ultimi anni sono stati trovati più volte cigni con ami incastrati nel becco o con il filo attorcigliato attorno alla lingua, e un airone cenerino è morto in modo documentato per un intreccio di questo tipo.
I piombi sono il secondo grande problema. Le stime dell'agenzia europea per le sostanze chimiche ECHA parlano di una dispersione, in tutta Europa, da due a seimila tonnellate di piombo da pesca ogni anno, finito nei corpi d'acqua tramite montature perse e scarti abbandonati. Uccelli acquatici come cigni e svassi ingeriscono i residui di piombo scambiandoli per grit e si intossicano direttamente, mentre rapaci e ardeidi vengono colpiti indirettamente attraverso la catena alimentare. Per questo l'Unione Europea sta attualmente discutendo un ampio divieto del piombo nella pesca. Chi smonta già oggi in modo pulito non dovrà cambiare abitudini più avanti, se il divieto dovesse arrivare.
Il mio rituale di smontaggio si è ridotto, negli anni, a pochi passaggi ma fissi:
- Ogni sessione con l'avvisatore di abboccata si chiude con un giro completo di controllo attorno a tutta la piazzola, non solo intorno alla sedia.
- Scarti di rig, pezzi di filo tagliato e imballaggi finiscono in un sacchetto dedicato, separato dal resto dei rifiuti, così che nulla scivoli fuori da una borsa piena durante il trasporto.
- Boilies sparse e resti di pastura non consumati preferisco portarli via piuttosto che lasciarli "per i pesci". Altrimenti attirano solo ratti e cinghiali, non più carpe.
- I buchi dei bankstick e le buche nel terreno fatte con il guadino li richiudo alla meglio prima di andarmene.
- Ultimo controllo con la torcia al buio su tutta la piazzola, compreso il punto dove si trovava la baitboat o la pasturatrice.
Checklist: lasciare la piazzola pulita
| Area | Cosa controllo |
|---|---|
| Scarti di rig e filo | Sacchetto dedicato, non abbandonarli nell'erba o in acqua |
| Residui di piombo | Portare via tutto, niente briciole nel fango di riva |
| Pastura residua | Non lasciarne in abbondanza, altrimenti attira parassiti invece delle carpe |
| Buche nel terreno | Richiuderle prima che il prossimo pescatore o passante ci passi sopra |
| Imballaggi | Subito nel sacchetto portato da casa, non rimandare a quando si arriva in auto |
Il rispetto va oltre la propria piazzola
Un aspetto che molti pescatori sottovalutano è quello che nella scena carpfishing inglese viene spesso chiamato "guesting etiquette". Non basta tenere la propria piazzola pulita e silenziosa. Chi, lasciando il lago, racconta ad altri esattamente dove stava il pesce, o pubblica una foto della cattura con uno sfondo riconoscibile, rischia di attirare il giorno dopo un'intera orda di pescatori proprio in quel punto. Io stesso, proprio per questo motivo, una volta non ho resa pubblica la posizione esatta di una bella cattura, semplicemente per rispetto verso gli altri soci del lago. Lo stesso vale per le pasturazioni altrui: se vedi che qualcuno ha pasturato una piazzola per giorni, è meglio cercarsi un angolo proprio, invece di sistemarsi lì non appena l'altro si prende una notte di pausa.
Quando nasce comunque un attrito
Per quanto ogni regola suoni bene, in riva all'acqua non tutti la rispettano. Prima o poi ti ritrovi vicino a qualcuno che, nonostante i dieci metri di distanza, lancia la canna dritta nella tua pasturazione, oppure il cui avvisatore di abboccata a mezzanotte continua a suonare a volume da festa. Negli anni ho imparato che un confronto tranquillo funziona quasi sempre meglio di una lamentela al direttivo del circolo la mattina dopo. Un breve "Ehi, possiamo magari abbassare un po', sto cercando di dormire" funziona sorprendentemente spesso, proprio perché pochi pescatori vogliono disturbare di proposito. Molti semplicemente non si rendono conto di quanto il loro rumore si propaghi sull'acqua calma, o di quanto il loro lancio finisca davvero vicino alla pasturazione altrui.
Solo quando il confronto diretto non porta a nulla, vale la pena controllare il regolamento del lago e, nel caso, parlarne con il direttivo. In quel caso documenta i fatti piuttosto che le emozioni: l'orario, la distanza in metri, cosa è successo esattamente. Questo aiuta il circolo molto più di una lamentela generica su "quel tipo senza rispetto sull'altra riva", e protegge anche te, se la questione dovesse davvero finire in discussione. Soprattutto in autunno, quando la fase di alimentazione intensa porta molti pescatori sull'acqua nello stesso momento e le piazzole si fanno più scarse, questo tono pacato ripaga di più. Chi si dimostra un vicino corretto riceve quasi sempre la stessa generosità in cambio, quando in primavera le piazzole migliori vengono di nuovo assegnate.
In breve
| Tema | La regola d'oro di CarpIQ |
|---|---|
| Distanza dal vicino | Almeno 10 m, in caso di dubbio meglio chiedere che presumere |
| Rumore dopo il calar della notte | Parcheggiare l'auto lontano, avvisatore più basso, conversazioni a volume da salotto |
| Rifiuti allo smontaggio | Portare via tutto ciò che non viene dall'acqua, comprese le briciole di piombo |
| Pasturazioni altrui | Evitarle, anche se il vicino al momento non è presente |
| Condividere informazioni sulla piazzola | Con moderazione, soprattutto su laghi piccoli e molto frequentati |
Conclusione
Alla fine, un lago di carpe resta un buon lago solo per quanto le persone che ci pescano si rispettano a vicenda. Dieci metri di distanza, un avvisatore silenzioso dopo le dieci di sera e un giro con il sacchetto dei rifiuti prima di partire ti costano, a ogni singola sessione, solo pochi minuti. Il ritorno lo noti solo la volta successiva, quando il vicino ti avvisa che si sta liberando il posto migliore, invece di chiedersi perché continui a essere invitato.
Canne curve !