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Pesca alla lucioperca sul Danubio: tour di più giorni nei bacini di ritenuta

Un tour di più giorni sul Danubio alla ricerca della lucioperca: come leggere i bacini di ritenuta, sfruttare il ritmo delle centrali idroelettriche, organizzare permessi e alloggio, e trovare gli spot migliori tra vecchio canale di navigazione, pennelli sommersi e scarichi delle turbine.

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PredatorIQ Autor · Raubfisch-Experte
Pesca alla lucioperca sul Danubio: tour di più giorni nei bacini di ritenuta

Sono a prua, il motore gira al minimo, e davanti a me si apre una distesa d'acqua che sembra un lago. Liscia, ampia, quasi rilassante. Ed è esattamente questa la trappola in cui cadono molti pescatori alla loro prima esperienza su un bacino di ritenuta del Danubio. Vedono un'acqua tranquilla e pensano che lì sotto non ci sia nulla. In realtà, sotto quella superficie si nasconde uno degli scenari più entusiasmanti per la pesca alla lucioperca che l'area del Danubio, tra Germania e Austria, possa offrire. Da anni programmo tour di più giorni sui diversi bacini di ritenuta del Danubio, e ogni volta imparo qualcosa di nuovo su questo sistema fluviale.

Cos'è davvero un bacino di ritenuta e perché la lucioperca lo adora

Un bacino di ritenuta è il tratto di fiume compreso tra due sbarramenti o centrali idroelettriche, dove il corso naturale viene arginato artificialmente. L'acqua si alza notevolmente rispetto al passato, la corrente rallenta, e in alcuni punti il fiume assomiglia quasi a una catena di laghi collegati tra loro. Per la lucioperca è un vero regalo: non ama la corrente impetuosa, ma non sopporta nemmeno l'acqua completamente ferma. Ed è proprio questo equilibrio a offrirlo il bacino di ritenuta.

Il punto chiave è che il vecchio corso del fiume è rimasto conservato sotto la nuova superficie. Il canale di navigazione originario, le vecchie linee di sponda, gli antichi pennelli in pietra: tutto questo oggi giace più in profondità, ma continua a formare bordi, canaloni e transizioni. La lucioperca si posiziona esattamente su queste strutture, perché le danno un punto di riferimento e perché lì si concentra il pesce foraggio. Chi considera un bacino di ritenuta solo come una grande massa d'acqua uniforme aspetterà a lungo la prima abboccata. Chi invece lo legge come un paesaggio fluviale sommerso, trova pesce nel giro di poche ore.

Fondamentale per la tattica è anche il funzionamento della centrale idroelettrica. Quando la turbina lavora a pieno regime, allo scarico si forma un'onda percepibile che si propaga per centinaia di metri a valle. Quando la turbina è ferma, quella stessa zona sembra quasi uno stagno immobile. Questi cambiamenti nel giro di poche ore sono per me la vera chiave di un bacino di ritenuta, e organizzo tutta la mia giornata di pesca attorno a questo ritmo.

Organizzare il viaggio per il tour di più giorni

Per un bacino di ritenuta, secondo la mia esperienza, conviene mettere in conto almeno quattro giorni, meglio cinque. Una sola giornata raramente basta per capire il ritmo della centrale e individuare le zone migliori. Per questo pianifico sempre il mio arrivo in modo da non pescare la prima sera, ma da percorrere il tratto, rilevando a grandi linee sbarramento, centrale, pennelli e affluenti con il plotter cartografico e l'ecoscandaglio.

Come base scelgo, quando possibile, un alloggio vicino a una chiusa o a un porticciolo, idealmente a breve distanza dal tratto obiettivo. Sul Danubio i lunghi trasferimenti possono facilmente costare un'ora, perché i bacini di ritenuta sono spesso lunghi venti-trenta chilometri e il prossimo punto di varo non è sempre nelle vicinanze. Chi porta la propria barca dovrebbe informarsi in anticipo su quale rampa sia consentito il varo: non tutte le scogliere del Danubio sono percorribili, e su alcuni bacini esiste un solo scivolo ufficiale per l'intero tratto.

Per quanto riguarda i documenti, metto sempre in conto un giorno di margine prima della partenza. Per i bacini austriaci e bavaresi del Danubio serve generalmente un permesso valido rilasciato dal gestore del tratto, in alcuni casi anche una tessera per ospiti, acquistabile online o direttamente presso l'associazione di pesca locale. Mi è capitato una volta che il punto di rilascio fosse aperto solo due mattine a settimana, e mi sono ritrovato con la barca già pronta davanti a una porta chiusa. Da allora chiarisco tutto per iscritto almeno due settimane prima della partenza.

Per il bagaglio, in un tour di più giorni su un bacino di ritenuta non risparmierei, ma non esagererei nemmeno. Due canne a persona bastano ampiamente: una per lo spinning verticale con teste piombate tra 15 e 30 grammi, una seconda un po' più leggera per lavorare sui bordi più bassi con un recupero lento. In più, un ecoscandaglio portatile come riserva, nel caso quello installato sulla barca a noleggio dia problemi, e abbigliamento resistente alle intemperie per più giorni, perché a settembre sul Danubio la temperatura tra mattina e mezzogiorno può facilmente variare di dieci gradi.

Trovare gli spot sul bacino di ritenuta

I migliori punti di partenza per la ricerca degli spot, per me, si trovano sempre nei dintorni diretti dello sbarramento e della centrale. A valle dello scarico delle turbine, la corrente costante scava canaloni profondi, spesso diversi metri più bassi rispetto al fondale circostante. Lì si concentra il pesce bianco, e lì si posiziona la lucioperca che lo caccia. Percorro sistematicamente questa zona con l'ecoscandaglio prima ancora di montare una canna, segnando i punti più profondi e le transizioni laterali verso l'ambiente più basso.

Un secondo punto affidabile è il vecchio canale di navigazione al centro del bacino. Raramente è rettilineo: tende a meandrare leggermente, proprio come faceva il fiume prima dell'imbrigliamento. Sui bordi esterni di questo canale, dove la profondità passa da due a sei o sette metri, amo particolarmente lavorare con uno shad da 12 centimetri su una testa piombata da 18 grammi. Il peso è volutamente all'estremità superiore di quello che molti pescatori userebbero su un'acqua d'invaso apparentemente calma, ma non appena la turbina è in funzione serve proprio quel contatto con il fondo, altrimenti l'esca deriva in modo incontrollato.

I pennelli in pietra risalenti al periodo precedente all'imbrigliamento sono il terzo elemento della mia ricerca degli spot. Molte di queste strutture in pietra oggi sono completamente sommerse, ma sono ancora riportate su mappe fluviali più vecchie o in rilievi storici. Dove un pennello si trova trasversalmente rispetto all'antica direzione della corrente, si forma ancora oggi una piccola zona d'ombra idraulica e di bordo, anche se la corrente principale, a causa dell'imbrigliamento, si percepisce a malapena. Proprio in queste transizioni tra pietra e sabbia o ghiaia agganto regolarmente i pesci migliori della giornata.

Non sottovaluterei nemmeno le zone di foce dei piccoli affluenti nel bacino di ritenuta. Anche un ruscello all'apparenza insignificante porta acqua più fresca, più ricca di ossigeno e spesso anche nutrienti che attirano il pesce foraggio. In due di queste foci, negli ultimi anni, ho catturato con regolarità lucioperca tra 55 e 70 centimetri, per lo più al crepuscolo, quando i predatori risalgono dalle profondità del canale principale verso quelle zone.

Noleggiare una barca in loco

Per un tour di più giorni senza barca propria conviene informarsi sui punti di noleggio direttamente sul bacino di ritenuta. Nella maggior parte dei principali approdi sul Danubio esistono ormai operatori che affittano piccole barche in alluminio con motore elettrico o fuoribordo di piccola potenza, di solito tra sei e dieci cavalli, poiché su molti bacini vige un limite di potenza. Al momento della prenotazione chiedo sempre esplicitamente se è installato un ecoscandaglio fisso, perché questo mi risparmia non poco il trasporto di attrezzatura aggiuntiva per più giorni.

Nella scelta bado a tre cose. Primo, l'autonomia del motore e la possibilità di fare rifornimento lungo il percorso, perché un bacino di 25 chilometri consuma più carburante di quanto si pensi a prima vista. Secondo, l'autorizzazione ad avvicinarsi alla zona proprio davanti allo sbarramento, perché molti noleggiatori impongono, per motivi di sicurezza, un limite di avvicinamento tra 100 e 200 metri dalla centrale. Non è una regola fine a sé stessa, ma semplicemente necessaria, perché il livello dell'acqua può cambiare nel giro di pochi minuti all'avvio delle turbine, e vicino allo scarico ci si può ritrovare rapidamente in vortici piuttosto fastidiosi. Terzo, verifico le condizioni di cancellazione in caso di piena, perché dopo forti precipitazioni nel bacino idrografico un tratto può diventare impraticabile nel giro di un giorno.

Il costo di una barca a giornata sul Danubio si aggira di solito tra 60 e 120 euro, a seconda della motorizzazione e della stagione. Per un tour di cinque giorni preferisco calcolare subito uno sconto per soggiorni lunghi con il noleggiatore: alla fine spesso si risparmia un quarto rispetto alla prenotazione giornaliera singola. Ho anche avuto buone esperienze nel far coincidere l'orario della barca con il programma della centrale, quando il gestore fornisce questa informazione. Se so che la turbina lavora a pieno carico durante la mattinata, prenoto la barca esattamente per quella finestra, perché è allora che le lucioperca si spostano verso i canaloni profondi e diventano davvero attive.

Le mie conclusioni

Un viaggio a caccia di lucioperca su un bacino di ritenuta del Danubio vale la pena se sei disposto a investire più di un giorno e a leggere il corso d'acqua come un fiume sommerso, non come un lago tranquillo. Organizza i documenti con anticipo, scegli un alloggio vicino a una chiusa o a un porticciolo, e concentra la ricerca degli spot sul vecchio canale di navigazione, sui resti dei pennelli e sullo scarico delle turbine. Chi in più integra il ritmo della centrale nella pianificazione della giornata non cattura solo più lucioperca sul bacino di ritenuta, ma anche esemplari più grandi. Io intanto sto già preparando la cassetta per il prossimo tour. Canne curve e pesci grossi !

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