Poco dopo mezzanotte, l'acqua durante il giorno ha ancora superato i venti gradi, e il fiume scorre così placido che si sente il gorgoglio proprio in punta di canna. Proprio in notti come queste, quando l'aria profuma di fango caldo e foglie di salice, io lascio completamente da parte il classico galleggiante di superficie e punto su qualcosa che la maggior parte dei silurofili sottovaluta completamente. Il galleggiante subacqueo, la cosiddetta boa-U, è per me nelle ultime settimane calde dell'estate lo strumento che fa la differenza tra una serata di tranquilla osservazione e una vera e propria lotta con un siluro.
Perché il galleggiante di superficie mostra i suoi limiti nelle notti tiepide
Un normale galleggiante in superficie si tradisce da solo. Ondeggia nella scia delle barche di passaggio, danza a ogni raffica di vento, e nelle notti limpide e calme proietta persino, con la luna piena, un'ombra che rende diffidenti i siluri più attenti. Proprio quando l'acqua è piatta come uno specchio e i pesci più grossi si avvicinano all'esca con estrema cautela, un galleggiante di superficie produce continuamente piccoli movimenti ingannevoli. In passato sono rimasto per ore a fissare un fremito che, alla fine, si rivelava essere un vortice di corrente o una foglia alla deriva. Questo logora i nervi e, peggio ancora, costa abboccate, perché un siluro diffidente spesso molla l'esca ancora prima che qualcosa sia visibile in superficie.
Il galleggiante subacqueo: invisibile sotto il pelo dell'acqua
Il galleggiante subacqueo risolve esattamente questo problema restando completamente sott'acqua. Scorre libero sulla lenza madre e viene fissato alla profondità desiderata tramite un nodo di arresto, di solito tra un metro e mezzo e tre metri sotto la superficie, a seconda di quanto è profonda la buca nel mio spot. L'esca pende sotto, sul finale, il piombo sta sotto il galleggiante e fa sì che l'intero allestimento resti stabile in acqua, senza che vento o onde possano influenzarlo. Un'abboccata si trasmette in modo diretto e senza intermediari, lungo la lenza tesa, fino alla punta della canna o all'avvisatore di abboccata a riva. Il segnale arriva netto e deciso non appena il siluro prende l'esca e si allontana, senza le solite esitazioni e sfumature che una superficie agitata provoca di solito.
Per il montaggio uso una lenza madre trecciata di almeno 0,35-0,40 millimetri di diametro, un finale corto in hard mono o Amnesia di circa 80-100 centimetri e un amo da siluro tra il 6/0 e l'8/0, a seconda del pacco esca. Scelgo il galleggiante subacqueo con una portata adatta al peso complessivo di esca e piombo, di solito tra i 40 e gli 80 grammi di spinta, così che resti stabile anche con corrente leggera e non venga continuamente tirato verso l'alto.
Il fascio di lombrichi, la mia esca per le notti tiepide
Quando in piena estate la temperatura dell'acqua supera i venti gradi, il siluro diventa più attivo e meno schizzinoso di quanto molti pensino. Proprio in questi momenti ricorro volentieri al fascio di lombrichi, perché è economico, facile da procurare e sorprendentemente efficace. Infilo tra dieci e quattordici lombrichi robusti uno dopo l'altro sull'amo, fino a formare un grosso grumo vermiforme che continua a muoversi per minuti e rilascia costantemente sostanze odorose nell'acqua. Questo movimento unito all'odore è praticamente irresistibile per un siluro, soprattutto nelle notti in cui l'acqua è leggermente torbida e il pesce caccia più con l'olfatto che con la vista.
Per evitare che il fascio si sfaldi durante il lancio, faccio scorrere anche un sottile elastico sopra la parte superiore dei lombrichi, subito sotto l'occhiello dell'amo. Questo tiene tutto insieme senza limitare troppo il movimento naturale dei singoli vermi. Chi preferisce una soluzione più robusta può usare un ago da fascio e infilare prima i lombrichi su un filo corto, prima di fissare l'intero filamento all'amo. Per me è fondamentale usare lombrichi freschi e vigorosi: quelli morti o sfatti perdono rapidamente attrattiva e si staccano dall'amo troppo presto.
Pesca alla deriva: coprire grandi tratti di fiume durante la notte
Nei mesi caldi dell'estate i siluri si distribuiscono in modo molto più ampio lungo il fiume rispetto a primavera o autunno. Invece di concentrarsi solo nelle buche più profonde, di notte pattugliano anche i bordi più bassi, i banchi di sabbia, sotto gli alberi che sporgono sull'acqua e persino sopra i banchi di ghiaia scoperti, se lì c'è abbastanza pesce foraggio e gamberi in movimento. Proprio per questo, in queste notti punto molto sulla pesca alla deriva, per coprire tratti più ampi contemporaneamente invece di restare fermo rigidamente in un unico punto.
Lascio quindi il montaggio con galleggiante subacqueo, appesantito con un piombo molto leggero, derivare lentamente con la corrente, spesso per una distanza tra i cinquanta e gli ottanta metri, prima di recuperarlo e rilanciarlo. Il galleggiante fa sì che l'esca, nonostante la deriva, resti a profondità costante, invece di risalire in superficie o affondare in modo incontrollato sul fondo. Da una postazione fissa a riva lavoro di solito con due o tre canne contemporaneamente, ognuna impostata su una distanza e una profondità leggermente diverse, così che in una sola notte riesco a setacciare in pratica un intero tratto di fiume in modo sistematico. Chi pesca dalla barca può gestire la deriva in modo ancora più mirato, tenendo l'imbarcazione leggermente controcorrente e conducendo le esche a una velocità molto controllata sopra i punti interessanti.
Pratica sull'acqua: pazienza, attrezzatura e il momento giusto
Per questo tipo di pesca servono canne con una schiena robusta, almeno 2,7 chilogrammi di potenza di lancio, abbinate a un mulinello free-spool solido, che offra lenza a sufficienza per fughe lunghe. L'avvisatore di abboccata deve essere regolato in modo sufficientemente sensibile da segnalare anche un primo assaggio cauto, perché proprio con la presentazione a fascio di lombrichi alcuni siluri afferrano l'esca in modo esitante prima di richiuderla con decisione. In questi momenti aspetto consapevolmente qualche istante, finché la lenza corre davvero, invece di ferrare al primo strattone.
Le notti più calme e calde di fine estate per me sono spesso più produttive delle notti di temporale, perché il pesce caccia più rilassato e il galleggiante subacqueo può sfruttare appieno i suoi vantaggi rispetto al galleggiante di superficie visibile. Chi nelle prossime settimane riuscirà ad approfittare di una delle ultime notti davvero calde sul fiume, dovrebbe assolutamente provare la combinazione di galleggiante subacqueo, fascio di lombrichi e una deriva pulita, prima che l'acqua si raffreddi sensibilmente e il comportamento dei pesci cambi di nuovo.
La mia conclusione
Il galleggiante subacqueo è per me, nelle notti calde e calme, la scelta superiore rispetto a qualsiasi montaggio di superficie, perché resta invisibile e trasmette le abboccate in modo netto e preciso. Insieme a un fascio di lombrichi fresco e a una deriva volutamente lenta, si possono pescare in modo efficace grandi tratti di fiume, proprio quando in piena estate i siluri si distribuiscono ampiamente lungo il corso d'acqua. Prova questa combinazione in una delle prossime notti tiepide, e dai tempo al montaggio prima di rilanciarlo. Canne curve e pesci grossi!